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    <title>Assicurazioni Trasporti &gt; Articoli</title>
    <description>Assicurazioni Trasporti articoli feed</description>
    <pubDate>Fri, 01 May 2026 09:28:10 +0200</pubDate>
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      <title>Rischio 231 ed assicurazioni: come tutelarsi al meglio</title>
      <description><![CDATA[Il decreto legislativo 231/2001 sulla responsabilit&agrave; amministrativa aziendale in sede penale, insieme al T.U. inerente la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro (quest'ultimo &egrave; stato oggetto di ripetuti cambiamenti normativi, in particolare con il decreto legislativo n. 626 del 1994; il decreto legislativo 231/01; la legge n. 123 del 2007; il decreto legislativo n. 81 del 2008, decreto legislativo n.106 del 2009) sono il tallone d'Achille delle aziende del Bel Paese. Dal decreto legge n. 231 del 2001 al Modello organizzativo dell'aziendaDopo che il decreto legge 231/2001 ha visto la luce, la cosa pi&ugrave; saggia per ogni impresa, a parte mettersi in regola, sarebbe stata salvaguardare la propria attivit&agrave; godendo di una giusta tutela. Tuttavia, proprio le aziende italiane non hanno mostrato un interesse subitaneo nei confronti della cosa. Ci&ograve; che di fatto manca all'Italia e, conseguentemente alle aziende italiane, &egrave; infatti un'adeguata cultura assicurativa. Eppure il decreto legislativo 231/2001 introduce proprio l'obbligo di rispondere come persona giuridica per quei reati consumatisi all'interno dell'azienda. Ci&ograve; che &egrave; doveroso precisare &egrave; allora che il rischio penale, con relative conseguenze, riguarda sia gli amministratori che il management. Le conseguenze sono tali da arrivare anche all'interruzione dell'attivit&agrave; imprenditoriale a causa della quale si &egrave; subita la sanzione.Vero &egrave;, per&ograve;, che il decreto legge 231/2001 annuncia un meccanismo tutelativo. Detto altrimenti, l'azienda deve essere in grado di dimostrare di aver preso tutte cautele del caso affinch&eacute; il danno possa essere evitato o almeno mitigato. In sintesi, ci&ograve; che &egrave; necessario porre in essere, come prevede proprio il decreto legislativo 231/2001, &egrave; un modello organizzativo specifico, necessario qualora si abbiano rapporti con la P.A. o, ancora, quando si goda di finanziamenti provenienti dal settore pubblico.Mettersi a norma con il 231/01 significa sviluppare e adottare, senza interruzione alcuna, l'apposito Modello Organizzativo, gestione e controllo dell'azienda, appositamente studiato per impedire o, almeno, per far s&igrave; che sia pi&ugrave; difficile, per gli amministratori e i dipendenti, commettere i reati coperti dal decreto legislativo n. 231. Pi&ugrave; precisamente: si va dal rischio sulla salute e la sicurezza sul lavoro a quello dell'antiriciclaggio, da questo agli illeciti commessi contro la Pubblica Amministrazione, dai reati informatici a quelli societari e via discorrendo.La gestioneL'unica via prevista dalla legge per salvarsi dalla responsabilit&agrave; amministrativa, &egrave; doveroso rimarcarlo, &egrave; quella di adottare dei modelli organizzativi e gestionali assolutamente conformi alle prescrizioni penali vigenti. Detti modello sono denominati Modelli 231. Detto in poche parole: la colpa organizzativa non sussister&agrave; qualora l'ente si sia dotato del modello organizzativo prescritto, di un codice etico e di un organismo di vigilanza.Per questo e necessario introdurre e comprovare un sistema aziendale strutturato di diminuzione del rischio per la commissione dei reati. Il decreto legislativo n. 231, all'articolo 7 di fatto spiega il modello in oggetto basandosi sulla dimensione organizzativa dell'azienda, sulla sua natura e sul tipo di attivit&agrave; svolta; esso prevede inoltre tutte le misure idonee ad assicurare il pieno svolgimento dell'attivit&agrave; nel totale rispetto della legge. Ma non &egrave; tutto, dal momento che il testo prevede altres&igrave; che si possano scoprire ed eliminare in modo subitaneo tutte le situazioni di rischio.Tra la documentazione specifica, inoltre, il Modello 231 prevede un codice etico, ovvero quello strumento adottato in maniera formale dagli organi direttivi che indica i comportamenti da adottare rispetto alle condizioni di rischio penale.Ancora, si prevede che una parte generale del modello comprenda:- le procure e le deleghe funzionali;- gli obiettivi di controllo e quelli formativi;- i compiti dell'organismo di vigilanza;- il sistema di pene.Mentre la parte speciale deve contenere:- l'individuazione dei tipi di reato connessi alle attivit&agrave; a rischio;- la definizione delle specifiche istruzioni operative.Quella svolta dal modello 231 &egrave; un'importante compliance aziendale, quindi un'attivit&agrave; preventiva essenziale per prevenire il rischio di non conformit&agrave; dell'attivit&agrave; imprenditoriale alle norme.L'attuazione del modello 231 necessita di una verifica da eseguirsi periodicamente e, qualora risultasse necessario, di una sua eventuale modifica, essenziale in caso di violazioni significative delle prescrizioni o, ancora, nel caso in cui ci si trovi davanti a un mutamento dell'organizzazione o a un mutamento dell'attivit&agrave;.Come tutelarsi al meglioCi&ograve; che &egrave; chiaro &egrave; che per conseguenza delle normative sopra citate le imprese possono essere chiamate a rispondere in sede penale per alcuni illeciti compiuti dai propri amministratori o dai propri dipendenti. A tal proposito &egrave; essenziale sottolineare che le eventuali sanzioni amministrative non sono assicurabili, cos&igrave; come non possono essere assicurate le azioni realizzate con dolo.Nonostante ci&ograve;, per l'azienda sarebbe opportuno stipulare polizze di tutela legale di modo da avere una copertura sulle spese legali, legate alle sanzioni amministrative pecuniarie e alle sanzioni amministrative non pecuniarie, misure cautelari comprese. Questo perch&eacute; tali provvedimenti il pi&ugrave; delle volte comportano una fuoriuscita di denaro piuttosto rilevante, nonch&eacute; l'impiego di legali specialisti in materia che possono venire a capo della situazione aziendale incresciosa.I soggetti apicali, quelli facenti parte dell'organo di vigilanza e tutti coloro che appartengono al collegio sindacale possono stipulare un'assicurazione di responsabilit&agrave; civile che faccia da copertura in caso di di colpa nello svolgimento delle loro mansioni. A chi rivolgersi, il team di RM231Riassumendo, ci&ograve; di cui abbisogna un'azienda oltre a dotarsi del Modello 231 &egrave; una copertura assicurativa specifica che risponda al meglio a ogni singola esigenza di tutela legale. In tal senso, una polizza assicurativa deve essere un investimento a tutto tondo e deve garantire all'azienda una tutela impeccabile. Per fare la scelta giusta &egrave; per&ograve; essenziale affidarsi alla competenza e alla conoscenza altamente professionale che solo un buon intermediario pu&ograve; dare. Rivolgersi a un broker specializzato &egrave; di fondamentale importanza per assicurarsi la migliore tutela possibile. Esedra broker prevede per la tua azienda un servizio integrato di consulenza e assistenza legale specializzato in ambito penale, in ambito civile e in ambito amministrativo.Grazie alla collaborazione con Risk Management 231 e con i suoi due partner, IGM dell'ingegner Gaetano Messina, specialista in normativa ambientale, lo Studio Della Bella dell'avvocato Lorenzo Della Bella, leader nella soluzione di problemi aziendali con 40 anni di esperienza alle spalle, Esedra broker &egrave; in grado di offrire a ogni realt&agrave; aziendale una soluzione appositamente dedicata proprio in virt&ugrave; del suo lavoro di intermediazione e di supporto all'assicurato. In particolare lo Studio Della Bella opera in diverse aree specialistiche che lo rendono una figura di fondamentale importanza per il lavoro del team di RM231 leader nel suo campo d'azione.I professionisti di RM231, infatti, sono sempre in grado di fare avere la tutela migliore ad ogni azienda riducendo contemporaneamente al minimo il rischio di condanne penali (ai sensi del DL 231/2001). Per avere informazioni pi&ugrave; dettagliate in materia e per soddisfare ogni tua curiosit&agrave; e ogni tuo dubbio ti consigliamo di richiedere quanto prima un appuntamento gratuito con Esedra; in questo modo potrai eseguire un check up dei rischi della tua impresa.Mettiti in contatto con il team di Esedra broker compilando il form presente nel sito ufficiale del broker all'indirizzo web:Richiesta contattoUna volta che avrai compilato ogni singolo campo non dovrai far altro che inviare la tua richiesta. Quest'ultima, una volta sar&agrave; pervenuta verr&agrave; presa in carico da uno degli specialisti dello staff Esedra che provveder&agrave; a ricontattarti personalmente nel giro di 24 ore.&nbsp;]]></description>
      <pubDate>Wed, 27 Sep 2017 11:11:04 +0200</pubDate>
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      <author>info@autoweb.com (AutoWeb)</author>
      <dc:creator>AutoWeb</dc:creator>
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      <title>Fallimento della compagnia di navigazione: come tutelare le merci in viaggio?</title>
      <description><![CDATA[Che cosa comporta per il trasporto delle merci il&nbsp;fallimento&nbsp;di una&nbsp;compagnia di navigazione? Per capirlo ci basta tornare indietro di alcuni mesi e ripercorrere il triste "annegamento" della sud coreana&nbsp;Hanjin&nbsp;Shipping, un evento che fece tremare il mercato mondiale. La causa? La bancarotta. Vista la crisi economica mondiale, davanti alla quale ogni realt&agrave; economica pare essere un gigante dai piedi d'argilla, l'unica soluzione &egrave; quindi quella di tutelarsi. &Egrave; proprio il caso specifico della Hanjin, la quale impone una profonda riflessione sull'assicurazione per i trasporti&nbsp;delle merci.Che cosa &egrave; successo alla Hanjin Shipping?Era la prima compagnia di trasporto di container sud-coreana e il suo nome,&nbsp;Hanjin Shipping, non solo era famoso in tutti i mari, ma di recente ha anche fatto tremare i mercati del mondo intero.Prima in Corea del Sud e settima a livello mondiale, la Hanjin Shipping era composta da ben 141 navi e all'anno trasportava ben 100 milioni di tonnellate di merci. Ogni&nbsp;nave&nbsp;portacontainer era un patrimonio molto importante per il trasporto delle merci via mare. Lo scorso mese di settembre la&nbsp;Hanjin&nbsp;&egrave; tristemente annegata nelle acque burrascose della bancarotta. Il danno &egrave; stato enorme, e non solo per la sua madre patria, bens&igrave; per tutto il globo. "Il suo fallimento &ndash; come ben sottolinea la giornalista Marina Forti - ha implicazioni che vanno ben oltre la Corea del Sud. In effetti accende i riflettori sulla crisi di tutto il sistema mondiale del trasporto marittimo, una crisi strutturale che si pu&ograve; riassumere in una frase: ci sono troppe navi per le merci da spostare".A ben vedere, per&ograve;, il "naufragio" della compagnia non avrebbe dovuto meravigliare nessuno. Vero &egrave; che la&nbsp;Hanjin Shipping&nbsp;faceva acqua da tutte le parti da ben 6 anni. Era l'ormai lontano 2011 quando l'azienda chiudeva i suoi bilanci con segno negativo. A tenderle la mano in una situazione cos&igrave; delicata ci sono sempre state le banche. Inutile, tuttavia, averle dato credito. Inutile pure l'impegno della capofila Kdb, cio&egrave; della Korea development bank, la banca di stato coreana. In 5 anni la compagnia ha raccolto ben cinque miliardi e mezzo di dollari di debito. Dunque, alla chiusura dei primi sei mesi di bilancio del 2016, davanti all'ennesimo passivo, la Kdb ha sigillato per bene il suo rubinetto: per la&nbsp;Hanjin&nbsp;Shipping non c'era pi&ugrave; credito. L'azienda, vista la propria situazione economica, non aveva altra scelta se non quella di portare i propri libri contabili in tribunale e quindi di presentare istanza di fallimento.&nbsp;Ma quali sono state le conseguenze di un atto cos&igrave; estremo quanto dovuto? A risponderci &egrave; la stessa Forti: "la bancarotta ha lasciato in mare 65 navi portacontainer cariche di merci (o 68, o forse 85: dalla casa madre non arrivano molti dettagli), per qualcosa come 14 miliardi di dollari, secondo le stime circolate in questi giorni sui mezzi d&rsquo;informazione economica, senza contare gli addetti e gli equipaggi".Ovviamente la situazione della compagnia non poteva che mettere in allarme i porti di tutto il mondo. Questi ultimi, almeno la maggior parte di loro, come &egrave; immaginabile non hanno rilasciato alla&nbsp;Hanjin&nbsp;il permesso di gettare l'ancora. In questo modo hanno bloccato le sue normali attivit&agrave; di carico e scarico delle merci. La richiesta da parte dei porti &egrave; stata chiara: i permessi sarebbero stati rilasciati solamente dietro la certezza del pagamento delle tasse portuali, del pagamento del lavoro degli addetti e del rifornimento di carburante. Il caos &egrave; stato dunque dilagante, sopratutto perch&eacute; con i suoi container reefer la&nbsp;Hanjin&nbsp;&egrave; una leader nel&nbsp;trasporto ortofrutticolo. Con le navi bloccate in moltissimi porti del globo &egrave; stato pertanto pressoch&eacute; impossibile essere a conoscenza dei quantitativi di merce deperibile presente nelle navi e dei danni che tale operazione stava arrecando.&nbsp;Tuttavia, in ballo c'erano anche altre tipologie di merci. Il loro blocco ha causato pesanti ritardi nella loro consegna. Il risultato finale? I costi e le spese impreviste sono stati piuttosto pesanti. Inutile dire che in situazioni del genere l'assicurazione per il trasporto&nbsp;delle merci avrebbe giocato un ruolo davvero importante.&nbsp;Trasporto merci via mare: la copertura assicurativaQuali sono le ripercussioni assicurative davanti a una situazione come quella che ha avuto per protagonista la&nbsp;Hanjin&nbsp;Shipping? Prima ancora di rispondere &egrave; doveroso precisare che i contratti assicurativi in materia di trasporti sono disciplinati dalle Institute Cargo Clauses, messe a punto dall&rsquo;Institute of London Underwriters. Per questa ragione non &egrave; raro che si ricorra ad accordi predisposti dal mercato inglese delle assicurazioni. Sono proprio i contratti assicurativi inglesi a essere divenuti un vero e proprio modello di riferimento. Questi ultimi possono essere utilizzati sia in via esclusiva sia insieme ai formulari del proprio Paese. Le ICC sono una serie di clausole assicurative specifiche per il trasporto via mare. Quelle odierne, ovvero quelle del 2009, hanno sostituito quelle del 1982. Queste sono di fatto le ICC maggiormente utilizzate nel Bel Paese: la versione arrivata dopo ben 25 anni di distanza &egrave; ben poco diffusa in Italia.&nbsp;Le "Institute Cargo Clauses" con copertura assicurativa pi&ugrave; estesa sono quelle di tipo A, altres&igrave; definite "all risks", mentre appartengono a un ambito di copertura assicurativa pi&ugrave; circoscritta le "ICC di tipo B e quelle di tipo C". Le Institute "Cargo Clauses di tipo B e di tipo C" non includono la copertura assicurativa in caso di furto. Non a caso, coprendo una rosa di rischi pi&ugrave; alta, il clausolario maggiormente impiegato &egrave; proprio quello di tipo A. Di fatto &egrave; la sua stessa formula a indicarne la tipologia di copertura; essa riporta la seguente dicitura: "contro tutti i rischi di perdita o danneggiamento dei beni assicurati dal soggetto". Nonostante siano abbastanza estese, le "Institute Cargo Clauses" di tipo A prevedono anche delle esclusioni rilevanti. Per esempio, queste coperture assicurative non si occupano n&eacute; delle perdite n&eacute; dei danni causati da:&nbsp;- vizio della merce;&nbsp;- insufficienza dell&rsquo;imballaggio;&nbsp;- ritardo del compimento del trasporto.Ancora, nemmeno i danni causati da frode o colpa grave da parte del contraente o dei suoi rappresentati, compreso il dolo causato dai suoi dipendenti, non vengono coperti da questa assicurazione. Rimangono scoperti altres&igrave; i danni indiretti, di cui sono esempio quelli causati da un ritardo, e i danni che si sono originati a causa di&nbsp;insolvenza&nbsp;o di morosit&agrave; e quelli nati per via del mancato assolvimento di adempimenti pecuniari derivanti dal proprietario, dall&rsquo;armatore, dal noleggiatore o dal gestore della nave.&nbsp;Inutile dire che essere coperti da&nbsp;assicurazione per il trasporto&nbsp;delle merci risulta sempre utile e importante. Questo perch&eacute; la merce viaggiante, essendo sottoposta durante il suo trasporto a importanti sollecitazioni e a diversi momenti di movimentazione, si trova ad essere esposta a diversi rischi. &Egrave; proprio l'analisi dei rischi a non dover essere tralasciata in fase di contratto assicurativo. Questo perch&eacute; il trasferimento di una qualsiasi merce pu&ograve; accompagnarsi al rischio che possa venire meno la sua integrit&agrave;.Esedra ha studiato inoltre una specifica copertura per tutelare i proprietari delle merci dal rischio di insolvenza della compagnia di navigazione.&Egrave; in virt&ugrave; di quanto appena detto che si fa strada il bisogno di curare proprio l'aspetto della sicurezza in materia di trasporti e con esso la necessit&agrave; di offrire il vantaggio di garantire una maggior tutela attraverso l'assicurazione per il trasporto&nbsp;delle merci.Partendo dall'assunto che tutto ci&ograve; che viene trasportato &egrave; a rischio e che questo deve trovare la sua copertura, con Esedra l'assicurazione per il trasporto&nbsp;delle merci avr&agrave; una copertura sicura contro tutti i rischi possibili. Il team di Esedra &egrave; infatti in grado di garantirti un servizio pi&ugrave; che efficiente. Dunque, che cosa aspetti?&nbsp;Dai sicurezza al tuo business&nbsp;e diventa cliente Esedra. Entra nel sito, leggi tutte le informazioni sul trasporto merci e per ottenere la tua consulenza assicurativa totalmente gratuita contatta subito la sede di Milano ubicata in via Emilio Cornalia numero 19, al numero di telefono: +39 02 45472300, oppure contatta la sede di via Lorenzo Balicco numero 63 a Lecco chiamando il numero di telefono +39 02 45472330. Avrai a tua disposizione un team di esperti e una rosa di soluzioni molto interessanti. Soddisfa le tue richieste anche con una richiesta di informazioni specifica; puoi farlo usando l'apposito modulo che troverai all'indirizzo: http://www.esedrabroker.it/preventivo.php?pag=572&amp;l=Richiedi+informazioni. Verrai ricontattato entro 24 ore.]]></description>
      <pubDate>Wed, 21 Jun 2017 15:22:58 +0200</pubDate>
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      <author>info@autoweb.com (AutoWeb)</author>
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      <title>Autotrasporto: le importanti novit&amp;agrave; e sanzioni introdotte dal D.L. 50/2017</title>
      <description><![CDATA[Il Governo ha reso effettive con il D.L. 50/2017 alcune norme che regolano l'attivit&agrave; di&nbsp;autotrasporto, accogliendo le richieste pi&ugrave; volte espresse dalla&nbsp;Assotir&nbsp;in merito al&nbsp;trasporto merci, agli&nbsp;autisti stranieri&nbsp;ed al ruolo dei&nbsp;container.Le misure previste dal Decreto LeggeI provvedimenti presi dal Governo con il D.L. in oggetto hanno fatto seguito alle numerose richieste dei lavoratori del settore&nbsp;trasporto merci&nbsp;e delle associazioni di categoria; in sintesi i principali punti della riforma sono i seguenti:- Norme in materia di cabotaggio stradale e distacco di autisti stranieri;- Decontribuzione per gli autisti in servizio internazionale;- Sanzioni pi&ugrave; aspre per chi occupa le piazzole di scarico merci;- Meno vincoli nei trasporti intermodali;- Fondi aggiuntivi per la riduzione del costo dei pedaggi autostradali.Analizziamoli punto per punto seguendo le indicazioni e i commenti forniti dalla Assotir.Cabotaggio stradale e comunicazioni preventiveCon il termine&nbsp;cabotaggio stradale&nbsp;si intende l'autorizzazione al trasporto merci o persone all'interno del territorio nazionale, concessa agli autisti non residenti in Italia; l'esecuzione dell'attivit&agrave; di trasporto da parte di un vettore straniero all'interno del nostro paese richiede dunque una specifica&nbsp;autorizzazione, chiamata anche&nbsp;distacco di autista&nbsp;estero.Con le nuove norme si modifica la previgente Legge 136 del 2016, che imponeva una semplice comunicazione preventiva dell'attivit&agrave; di cabotaggio, prevedendo&nbsp;ulteriori informazioni&nbsp;obbligatorie quali la paga oraria dell'autista nonch&eacute; i rimborsi spese, vitto e alloggio riconosciuti.L'intento &egrave; ovviamente quello di contrastare concorrenza sleale e mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, sia in termini di paga base che di condizioni generali di lavoro.La comunicazione, una volta effettuata, ha&nbsp;validit&agrave; 3 mesi&nbsp;e ne deve essere sempre presente sul veicolo una copia, accompagnata dal contratto lavorativo e dalla busta paga del trasportatore.&nbsp;Comunicazione preventiva e ulteriore documentazione devono essere tradotte in&nbsp;italiano, con una sanzione tra &euro; 1.000 ed &euro; 10.000 prevista in caso di violazione delle norme.Decontribuzione previdenzialeE' prevista la&nbsp;de-contribuzione&nbsp;previdenziale&nbsp;nel 2016 per chi svolge l'attivit&agrave; di autotrasporto internazionale, sempre nei limiti dei contributi de minimis; per le norme applicative specifiche si devono attendere tuttavia le circolari attuative dell'INPS.Risorse per sconti e riduzione pedaggiLa nuova normativa prevede&nbsp;nuove risorse&nbsp;(55 milioni l'anno) da destinare all'autotrasporto, finalizzate in particolare alla riduzione dei&nbsp;pedaggi autostradali.Si aggiungono inoltre &euro; 10.000.000 per il biennio 2017-2018 destinati alle deduzioni forfettarie per le imprese di piccole dimensioni, per le quali tuttavia si deve aspettare la circolare applicativa dell'Agenzia delle Entrate.Nuove risorse pari ad &euro; 35 e 20 milioni anche per le iniziative marebonus e ferrobonus, in attesa di partenza nel prossimo biennio.Trasporti intermodaliLa nuova legge consente un'altezza fino a 4,3 metri anche per il trasporto di&nbsp;container&nbsp;e contenitori mobili, estendendola inoltre al traino di rimorchi o semirimorchi impiegati nelle attivit&agrave; di&nbsp;trasporto intermodale.L'obiettivo governativo &egrave; naturalmente quello di rendere pi&ugrave; agile e privo di limiti burocratici il settore dell'autotrasporto, unitamente agli incentivi all'uso combinato con le ferrovie e il trasporto marittimo.Sanzioni per piazzole scarico merciNuove norme inaspriscono le&nbsp;sanzioni&nbsp;per chi occupa le piazzole di scarico e carico merci, come ampiamente richiesto da Assotir per contrastare le&nbsp;soste abusive.Ogni comune dovr&agrave; poi regolare in dettaglio orari e spazi riservati ai veicoli destinati al trasporto merci, escludendo quelli ad uso privato.L'ultimo aspetto interessato dal Decreto Legge riguarda gli&nbsp;auto-rimorchi&nbsp;con massa superiore a 3,5 tonnellate: sar&agrave; possibile viaggiare solamente con la&nbsp;fotocopia&nbsp;della carta di circolazione a bordo, favorendo in tal modo i trasporti intermodali dove &egrave; pi&ugrave; facile smarrire la copia originale dei veicoli rimorchiati.Fonti:http://www.lavoro.gov.it/notizie/Pagine/Distacco-Ue-al-via-la-nuova-procedura-per-la-comunicazione-di-distacco-dei-lavoratori-in-Italia.aspx&nbsp;]]></description>
      <pubDate>Sat, 17 Jun 2017 17:42:18 +0200</pubDate>
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      <author>info@autoweb.com (AutoWeb)</author>
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      <title>L'assicurazione social nell'era della sharing economy: online il portale Darwinsurance.it</title>
      <description><![CDATA[On line da alcuni giorni il portale assicurativo della startup innovativa insurtech&nbsp;Darwinsurance, la prima piattaforma italiana di social insurance ideata e sviluppata da Yuri Poletto, Tommaso Sala, Kumar Gaurav e Christian Perego.Attiva per ora nel settore delle assicurazioni viaggi (annullamento prenotazione viaggio, assistenza sanitaria durante il viaggio, rimpatrio, perdita e ritardo bagalio, assistenza per vari imprevisti occorsi all'estero ed in Italia), Darwinsurance intende portare in Italia il sistema distributivo delle assicurazioni peer to peer, gi&agrave; attive e ben funzionanti in molti altri paesi europei e non.Grazie ad un'innovativa piattaforma web proprietaria, sviluppata direttamente dalla startup, gli utenti potranno acquistare la polizza pi&ugrave; adatta alle proprie necessit&agrave; e, successivamente potranno condividere il rischio con altre persone di fiducia, anch'esse assicurate sul portale Darwinsurance, creando un gruppo, con lo scopo di ottenere un beneficio al termine del periodo assicurativo, nel caso in cui gli amici del gruppo abbiano mantenuto un comportamento virtuoso facendo registrare pochi o nessun sinistro.Il beneficio consiste nell'ottenimento di un cashback, che gli utenti potranno riutilizzare per ottenere uno sconto sul successivo acquisto di polizze sul portale&nbsp;Darwinsurance.&nbsp;L'innovativo sistema di Darwinsurance intende premiare i comportamenti virtuosi degli utenti che, unendosi in gruppi di persone etiche e di reciproca fiducia, possano consentire l'ottenimento di un generale risparmio del sistema assicurativo e venire cos&igrave; ricompensati.&nbsp;Darwinsurance &egrave; il nuovo modo social di assicurarsi, che intende rendere l'assicurazione social, trasparente e conveniente.Guarda il video]]></description>
      <pubDate>Sun, 05 Mar 2017 13:49:47 +0100</pubDate>
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      <author>info@autoweb.com (AutoWeb)</author>
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      <title>Fallimento Hanjin Shipping - la situazione attuale, le conseguenze, le possibili soluzioni.</title>
      <description><![CDATA[Nei giorni scorsi il colosso coreano dei trasporti marittimi Hanjin Shipping, &egrave; stata coinvolta in una procedura di amministrazione controllata, determinata dall'istanza di fallimento richiesta dai creditori che, da ormai troppo tempo, attendevano il pagamento delle proprie fatture.Hanjin Shipping posiede 85 maxi navi portacointainer, ed &egrave; uno dei primari operatori a livello mondiale.Ora, tutta la flotta &egrave; di fatto bloccata in tutto il mondo, poich&egrave; i porti non autorizzano l'attracco e lo sbarco, certi del fatto che Hanjin non pagher&agrave; loro i costi portuali, ed a bordo delle navi ci sono merci stivate in 500.000 container, per un valore stimato di 14 miliardi di dollari, appartenenti anche a molte importanti multinazionali, tra cui Samsung e Nike, che ora rischiano danni ingenti a causa del blocco delle merci.La circolazione delle merci nel mondo &egrave; ormai tutta "just in time" ed un blocco di queste dimensioni, potrebbe veramente mettere in crisi il sistema economico di molte aziende.Anche in Italia le conseguenze potrebbero essere pesanti: oltre al rischio di chiusura delle societ&agrave; italiane connesse con Hanjin ed alla perdita dei relativi posti di lavoro, a bordo delle navi ci sono molte merci spedite in tutto il mondo da aziende italiane, che ora potrebbero avere problemi con i propri clienti.A La Spezia la nave Hanjin Spain &egrave; stata regolarmente fatta entrare in porto e le merci sono sbarcate, a seguito dell'intervento di Fedespedi, l'associazione di categoria degli spedizionieri, che si &egrave; organizzata per il rilascio di una fidejussione assicurativa utile per consentire lo sbarco delle merci in Italia.In Corea si sta cercando una soluzione, anche con il supporto del governo da parte delle altre principali compagnie di navigazone: Hyundai Merchant Marine, Korea Marine Transport, Sinokor Merchant Marine e Heung A Shipping che hanno costituito il consorzio Mini Alliance che potr&agrave; provvedere a gestire l'emergenza, consentendo alle navi Hanjin di proseguire verso i porti di destinazione e di consegnare le merci: ma le tempistiche di questa ipotesi di operativit&agrave; sono ancora ignote e, pi&ugrave; si ritarder&agrave; nel prendere una decisione utile, pi&ugrave; si aggraveranno i danni per il sistema economico mondiale.Ormai da due anni tutto il settore del trasporto marittimo &egrave; in grave crisi, ed Hanjin &egrave; la prima delle grandi societ&agrave; di navigazione ad aver accusato il colpo: si prevede che nel breve periodo possano avvenire operazioni di fusione tra gli altri colossi, per scongiurare altre simili gravi crisi che, come visto, possono davvero mettere in pericolo la sopravvivenza di aziende medio piccole, ed arrecare gravissime perdite alle multinazionali.Per quanto riguarda gli aspetti assicurativi delle polizze All Risk stipulate per le merci in navigazione a bordo dele navi Hanjin, nessun problema: le merci si intendono di fatto ancora in navigazione e trasporto, fintanto che non giungeranno al luogo di destinazione previsto dai termini Inconterms stabiliti nel contratto di compravendita.Tutti gli eventuali danni materiali e diretti alle merci saranno quindi garantiti.Vi terremo aggiornati sugli sviluppi della situazione.]]></description>
      <pubDate>Sat, 10 Sep 2016 15:06:31 +0200</pubDate>
      <link>https://www.assicurazionitrasporti.it/articolo.php?idn=22</link>
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      <author>info@autoweb.com (AutoWeb)</author>
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      <title>R.C.Auto: il certificato assicurativo va definitivamente in pensione! &amp;egrave; sufficiente avere PDF</title>
      <description><![CDATA[Dopo quasi un anno dall'entrata in vigore della normativa che aveva abolito l'obbligo di esporre il tagliando assicurativo sul parabrezza degli autoveicoli, e dopo le molteplici multe inflitte a coloro che non avevano con s&egrave; il certificato assicurativo in originale, il Ministero dell'Interno ha finalmente emanato una circolare con la quale chiarisce che&nbsp;&egrave; sufficiente mostrare alle forze dell'ordine una fotografia o un documento elettronico che dimostri l'esistenza e la validit&agrave; della copertura assicurativa del veicolo ed il relativo avvenuto pagamento del premio.Non &egrave; pertanto pi&ugrave; necessario tenere in auto il documento originale, &egrave; sufficiente che la compagnia assicurativa lo trasmetta elettronicamente all'assicurato, che lo dovr&agrave; conservare nel proprio smartphone e&nbsp;mostrarlo alle autorit&agrave; in caso di controllo, senza incorrere in sanzioni.Un'ulteriore passo in avanti verso la digitalizzazione assicurativa, anche se il sistema informatico centralizzato che registra l'attivazione delle coperture assicurative sui veicoli non &egrave; ancora perfettamente funzionante ed, a volte, da adito a doppi controlli da parte delle forze dell'ordine.Si spera cos&igrave; che gli oltre 4.000.000 di veicoli non assicurati vengano smascherati ed i costi assicurativi possano ridursi per tutti.Ricordiamo infatti che su tutti i premi assicurativi R.C. Auto grava una tassa di circa il 10%&nbsp;destinata ad alimentare il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, utile per risarcire gli incidenti provocati dai veicoli non assicurati: se tutti i veicoli fossero assicurati - in Italia sono quasi 40.000.000 i veicoli registrati al PRA -&nbsp;i costi per gli utenti potrebbero essere facilmente ridotti del 10%, non essendo pi&ugrave; necessario, perlomeno in misura cos&igrave; elevata, il pagamento di questa ennesima "tassa".In allegato il provvedimento emanato dal Ministero dell'interno il 01/09/2016.]]></description>
      <pubDate>Tue, 06 Sep 2016 13:55:49 +0200</pubDate>
      <link>https://www.assicurazionitrasporti.it/articolo.php?idn=21</link>
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      <author>info@autoweb.com (AutoWeb)</author>
      <dc:creator>AutoWeb</dc:creator>
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      <title>L'assicurazione peer to peer, gli strumenti IOT ed il mondo dei trasporti.</title>
      <description><![CDATA[Il futuro del mondo delle assicurazioni per il mondo dei trasporti sar&agrave; caratterizzato da una rapida evoluzione grazie alle applicazioni sia di apparati IOT che viaggeranno insieme alle merci ed ai veicoli, sia grazie all'applicazione del sistema di condivisione del rischio in forma peer to peer, introdotto in Italia da Darwinsurance, con i conseguenti importanti benefici economici e di ottimizzazione gestionale per gli operatori del settore e per le compagnie assicurative.Sul fronte dei dispositivi IOT - Internet Of Things - sono gi&agrave; numerosi i device che accompagnano le merci ed i veicoli durante ogni passaggio del tragitto dal produttore al consumatore, consentendo una tracciabilit&agrave; totale del viaggio e rilevando le problematiche connesse a incidenti, danni, furti, perdite di temperatura che le merci dovessero subire, identificando i punti deboli della catena di trasporto e distribuzione e consentendo di apportare le migliorie necessarie.Per quanto riguarda il mondo assicurativo dei trasporti, gli strumenti di condivisione mutualistica dei rischi connessi con la movimentazione delle merci realizzate dalle piattaforme di peer to peer insurance, consentiranno la realizzazione di un sistema molto pi&ugrave; efficiente ed economico, grazie alla riduzione dei sinistri determinata dai comportamenti virtuosi delle persone che movimenteranno le merci, indotta da una regolamentazione che preveder&agrave; la restituzione di una parte del premio assicurativo, nel caso in cui non si dovessero verificare sinistri nell'arco dell'anno assicurativo.Darwinsurance, la prima piattaforma di P2P insurance in Italia, sta mettendo a punto questo sistema con il supporto delle compagnie assicurative specializzate nei trasporti e presenter&agrave; a breve le innovazioni del settore.]]></description>
      <pubDate>Tue, 31 May 2016 20:09:59 +0200</pubDate>
      <link>https://www.assicurazionitrasporti.it/articolo.php?idn=20</link>
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      <author>info@autoweb.com (AutoWeb)</author>
      <dc:creator>AutoWeb</dc:creator>
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      <title>Il trasporto delle merci pericolose in regime ADR: convegno EDAM presso i VVFF di Milano</title>
      <description><![CDATA[Si &egrave; tenuto lo scorso 12 Novembre a Milano, presso l'aula magna del Comando dei Vigili del Fuoco, il primo convegno ChiMiVigila, organizzato da EDAM, azienda specializzata negli interventi di bonifica post sinistro ambientale.Il tema dei molteplici rischi connessi con il trasporto di merci pericolose, soggette al regime ADR - Acord Dangerous Route - &egrave; sempre pi&ugrave; di attualit&agrave;, anche in considerazione dell'evoluzione normativa in atto, specilmente nel settore dei rischi ambientali.Il panel dei relatori ha approfondito i vari argomenti giuridici - le normative nazionali ed internazionali, le responsabilit&agrave; del committente e dell'esecutore del trasporto -, tecnici - le tecniche di stoccaggio e di trasporto delle merci pericolose - e di gestione dei sinistri - sono stati riportati alcuni interessanti esempi di danni apparentemente minimi, ma che hanno comportato enormi costi di gestione per la rimozione e la bonifica in loco.Al termine del convegno i Vigili del Fuoco hanno condotto i partecipanti ad un'interessante visita presso il Museo Storico dei Vigili del Fuoco.Esedra Broker, con gli specialisti della propria divisione Assicurzioni Trasporti, &egrave; specializzata nella gestione dei rischi del trasporto di materiali in regime ADR, grazie alla collaborazione ed al supporto di compagnie assicurative, societ&agrave; di bonifica e legali specializzati nell'argomento.Per richiedere informazioni clicca QUI.www.assicurazionitrasporti.it]]></description>
      <pubDate>Mon, 16 Nov 2015 07:17:32 +0100</pubDate>
      <link>https://www.assicurazionitrasporti.it/articolo.php?idn=19</link>
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      <author>info@autoweb.com (AutoWeb)</author>
      <dc:creator>AutoWeb</dc:creator>
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      <title>In Algeria verr&amp;agrave; realizzato un enorme hub portuale a servizio dell'Africa.</title>
      <description><![CDATA[Il primo ministro algerino Abdelmalek Sellal, in occasione dell'incontro tra governo, sindacati e imprenditori, ha annunciato il piano di realizzazione per un&nbsp;nuovo scalo commerciale&nbsp;nel Mediterraneo.&nbsp;Il lancio del progetto &egrave; previsto per il prossimo anno, sar&agrave; strutturato in dieci anni di lavori, divisi in tre fasi e, secondo il premier algerino, sar&agrave; ''il pi&ugrave; grande&nbsp;progetto infrastrutturale&nbsp;dai tempi dell'indipendenza del Paese'' e prevede un investimento da 2 miliardi di Euro.&nbsp;Il&nbsp;porto&nbsp;sorger&agrave; tra Chercelle (Tipaza) e Tenes (Chlef) e includer&agrave; una&nbsp;grande zona industriale,&nbsp;che potr&agrave; permettere un amento consistente della produzione nazionale e la possibilit&agrave; di sviluppare le vie commerciali con il continente africano, grazie al potenziamento della&nbsp;rete stradale&nbsp;di collegamento alla struttura.&nbsp;L&rsquo;estensione del nuovo porto sar&agrave; di pi&ugrave; di dieci milioni di metri quadrati e sar&agrave; dotato di un&rsquo;estesa&nbsp;zona retroportuale per la logistica, per un costo stimato attorno ai due miliardi di euro.Abdessalem Bouchouareb, ministro dell&rsquo;Industria, ha rivelato che sono gi&agrave; in atto trattative tra aziende algerine e cinesi per un impianto atto all&rsquo;assemblaggio di mezzi per l&rsquo;autotrasporto.Fonte: LogisticaMente]]></description>
      <pubDate>Thu, 22 Oct 2015 22:15:11 +0200</pubDate>
      <link>https://www.assicurazionitrasporti.it/articolo.php?idn=18</link>
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      <author>info@autoweb.com (AutoWeb)</author>
      <dc:creator>AutoWeb</dc:creator>
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      <title>La nuova tabella di valutazione dei rischi paese per i trasporti - JCC</title>
      <description><![CDATA[Il Comitato JCC Global Cargo Watchlist, ha aggiornato la propria tabella di valutazione dei rischi attribuiti ad ogni Paese, introducendo tre nuovi livelli di rischio elevato: "Extreme", "Severe" e "Very High", consentendo di poter meglio valutare la situazione socio politica dei Paesi a rischio elevato.Sul sito&nbsp;http://watch.exclusive-analysis.com/jccwatchlist.html&nbsp;&egrave; possibile visionare l'attuale classificazione dei Paesi, in base alla nuova tabella di rating.La Divisione Trasporti di Esedra Broker, grazie al supporto di primarie compagnie assicurative specializzate nel ramo marine trasporti, &egrave; in grado di poter assicurare ogni genere di merce destinata anche a Paesi particolarmente rischiosi.&nbsp;Richiedi un preventivo o una consulenza per assicurare al meglio la spedizione delle tue merci in ogni paese del mondo, clicca qui]]></description>
      <pubDate>Thu, 22 Oct 2015 22:00:21 +0200</pubDate>
      <link>https://www.assicurazionitrasporti.it/articolo.php?idn=17</link>
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      <author>info@autoweb.com (AutoWeb)</author>
      <dc:creator>AutoWeb</dc:creator>
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